Scrivi una recensione su B&B La Voce del Fiume

Il B&B “La Voce del Fiume” è una dimora storica situata nel Borgo Medievale di Brienza, in vicolo del Carmine, a pochi metri dalla Piazza del Sedile, dalla quale attraverso una comoda e dolce scalinata si accede al borgo medioevale, sino ad arrivare al maestoso Castello Caracciolo.

Il Bed and Breakfast “La Voce del Fiume” pur avendo preservato gli elementi caratteristici originali della struttura, è un'occasione rara per dormire in un borgo medioevale . Il B&B unisce, in una esclusiva ed equilibrata combinazione, antichi ambienti e nuovi confort. Presenta delle sistemazioni confortevoli e dotate di aria condizionata, ideali per una fuga romantica o per una vacanza all'insegna del riposo e del relax.

Il B&B "la Voce del Fiume" dispone di 7 confortevoli camere ognuna delle quali con servizi privati, tv satellitare, telefono, climatizzatore. Ogni camera presenta una meravigliosa vista panoramica sulla vallata dove sorge la cittadina, lambita dal torrente Pergola e dal Torrente Fiumicello e sulle montagne che la circondano.

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Il viaggio che vi proponiamo prevede un itinerario di tre giorni, perfetto per immergersi in storia e natura. L’itinerario parte da Brienza per proseguire poi verso Sasso di Castalda e Satriano di Lucania.  Tutti e tre i comuni lucani sono facilmente raggiungibili dalla statale Tito-Brienza e, visti da lontano, sembrano presepi di pietra in miniatura. I borghi antichi sono per lo più arroccati sulle montagne, mentre le costruzioni più recenti, a valle, sono avvolte come in un abbraccio dalle montagne circostanti.

 

Ecco l’itinerario in dettaglio:

 

Brienza:

Punto di partenza  del  primo giorno è Brienza, città della Basilicata che ha maggiormente conservato integra l’architettura dell’ antico borgo medioevale (oggi disabitato dopo il terremoto del 1980).  L’unica struttura ricettiva nel Borgo antico è la dimora storica adibita a B&B : ”La Voce del Fiume”.  A Brienza  è possibile visitare uno dei  borghi medioevali più interessanti del mezzogiorno d’Italia. Le sue origini risalgono all’anno 1000 quando un primo nucleo iniziò a insediarsi intorno al Castello, fulcro di tutto il borgo. Il borgo di Brienza si  caratterizza per il modello ad avvolgimento centripeto avente per fulcro naturale proprio il Castello Caracciolo, posto alla sommità di un colle, dal quale si divincolano una miriade di case e casette, aggrappate alla roccia scoscesa. La visita al borgo inizia dalla fine di Via Mario Pagano, dove anticamente era situata una delle porte di accesso, da qui si inerpicano sul poggio due stradine, quella di Santa Maria a sinistra e della di San Michele dei Greci a destra. Sul versante opposto, ove si accede per la "Portella" ancora visibile nella cinta muraria del Castello, brandelli di muri su viottoli ormai quasi del tutto cancellati testimoniano l'esistenza andata di altri rioni che completavano il borgo: la Torricella, San Martino, San Sebastiano, Via Nuova, San Nicola e Santa Elisabetta. Più giù, verso il fiume, si alza ancora il perimetro dell'antichissima Chiesa di San Martino, probabilmente il primo centro di culto della "Burgentia Fidelis".  A nord  del castello, la torretta di guardia ("Trucedda" – torretta) che domina sul punto di confluenza di due torrenti (il Pergola e il Fiumicello).

La visita al borgo di Brienza  abbandonato dopo il sisma degli anni 80, include anche la visita alla chiesa Madre dell'Assunta, probabilmente risalente alla fine dell'Xl secolo e si conclude con la visita al Castello Caracciolo.  

La rocca era, forse, un'antica fortezza angìoina di cui rimane traccia nel mastio cilindrico, che emerge dalla massiccia mole, e nella semitorre circolare, situata al centro della cinta muraria per interrompere l'uniformità della cortina e assicurare una più efficace difesa. Nel Medioevo si presentava protetto, secondo il metodo delle fortificazioni longobarde, con le case addossate le une alle altre, che costituivano una valida difesa da eventuali attacchi nemici. Una scalinata in pietra, a cielo aperto, conduce ad un terrazzo a terrapieno posto davanti all'ingresso principale. Un'antica tradizione attribuisce al castello 365 stanze, una per ogni giorno dell'anno.

I Caracciolo, con alterne vicende, rimasero proprietari del feudo e del castello fino al 1857, anno in cui l'ultima esponente della famiglia, Maria Giulia, lo lasciò in eredità al nipote Luigi Barracco.

Iniziò da questo momento la lenta decadenza del maniero; infatti, alla morte del Barracco, il feudo passò a vari feudatari e amministratori che si disfecero, con una serie di vendite, dei beni rustici lasciando in completo abbandono il castello (fortemente danneggiato dal sisma del 1857). L'ultimo proprietario, il De Luca, lo donò, infine, a Francesco Mastroberti, il quale cominciò a vendere quanto di vendibile rimaneva nell'antica costruzione per mantenere i suoi 18 figli in un paese che non aveva ormai più niente altro da offrire.

Il maniero, che all'inizio del 1900 era stato dichiarato di interesse storico, subì, in seguito al terremoto del 1980, il crollo della parete est e della parete sud. Attualmente in fase di radicale restauro, sono stati portati alla luce e recuperati le originarie pavimentazioni di numerosi ambienti e ritrovate varie statue, in pietra dura locale, poste in Municipio, in attesa di restauro; durante l'Estate, Il borgo antico e il Castello sono lo scenario e i soggetti principali di numerose manifestazioni e rievocazioni, tra le più importanti della regione, che continuano ad attrarre migliaia di visitatori.

La visita a Brienza continua con la  Piazza del Municipio dove si erge il monumento a Francesco Mario Pagano, cittadino di Brienza vissuto nel XVIII secolo, martire della Repubblica Partenopea. Segue il Convento dei Frati Minori Osservanti risalente al 1571, attualmente sede del Municipio il cui chiostro presenta un  importante ciclo di affreschi di Leonardo Giampietro del 1741 di scuola Michelangiolesca.

Il tour di Brienza si chiude con la visita alla Chiesa del Santissimo Crocifisso, a monte dell’abitato, dalla cui altura è possibile ammirare non solo la cittadina di Brienza e i paesi circostanti, ma un’intera area circondata da boschi.  E per finire, una visita alla quercia ultra secolare della Roverella, situata in uno degli scorci più suggestivi del territorio di Brienza, ad oltre 1000 metri di quota. La sua età è stimata tra i quattrocento e i mille anni, essa rientra nelle prime venti piante più grandi d'Italia e, per abbracciarla completamente, ci vogliono più di sette persone.

 

Sasso di Castalda:

Piccolo paese lucano conta solo 967 abitanti, dista solo 27 km dal capoluogo di provincia Potenza ed è a 940 metri sul livello del mare. Originariamente chiamata “Pietra Castalda” (cioè rupe fortificata), fu un’antica roccaforte normanna riedificata nella metà del XII secolo, della quale oggi non restano che pochi ruderi, visibili nella parte alta del paese.

Il viaggio alla scoperta di Sasso di Castalda inizia dalla visita al centro storico del paese dove troviamo, in buono stato di conservazione, la chiesa dell’Immacolata, con un portale particolare, ed all’interno, una statua della Madonna col bambino del Trecento, alcune tele del Quattrocento ed un confessionale intagliato e bellissimi affreschi del rinascimento. Da visitare è anche la Chiesa di Sant'Antonio, che custodisce una scultura di Sant'Antonio dell'inizio del 1500. Continuando a camminare nel centro storico si scoprono piccoli tesori architettonici, vicoletti suggestivi e portali in pietra di antichi palazzi, fino ad arrivare ad una terrazza panoramica dove è possibile ammirare la bellezza del paesaggio montano e la natura incontaminata, immersi nella quiete e in un silenzio senza fine, interrotto solo dai suoni della natura.

Dal centro abitato ci si sposta verso la vicina montagna, a soli cinque chilometri fuori paese, è possibile visitare il suggestivo bosco della Costara nel cuore del Parco nazionale dell’Appennino lucano. Percorrendo i tornanti che si inerpicano fino a quota 1500 mt di altezza, si arriva alla Fontana di Fossa Cupadalla quale sgorga una delle migliori acque della Basilicata.  Qui si consiglia una breve sosta ristoratrice per sorseggiare l’acqua sorgiva e rifornirsene prima di addentrarsi nel fitto bosco di faggi. Continuando a camminare nel bosco si arriva ad un’area attrezzata con campi da bocce e da volley, noleggio mountain bike, tavoli e panche per picnic e strutture in pietra per il barbecue. Qui volendo ci si può fermare per una sosta golosa  e ristoratrice o semplicemente per un aperitivo. Il viaggio continua alla scoperta della vegetazione. Addentrandosi nel bosco è possibile ammirare faggi spettacolari e tra questi il faggio di San Michele, uno degli alberi padri della Basilicata, tutelato da una legge regionale, dedicato all’arcangelo più forte nel combattere il male. Osservando il suo tronco sono evidenti i segni dell’età (300-400 anni): tante cicatrici deformi sul tronco di 6 mt di circonferenza (sono necessari 4/5 adulti per abbracciarlo). Secondo la tradizione è il primo albero a fiorire e a segnare l’arrivo della primavera.  Sotto la sua possente chioma, una panchina invita fermarsi per leggerne la storia o ritagliarsi semplicemente qualche minuto di relax.

Percorrendo i sentieri del bosco La Costara è possibile anche ammirare simboli della vita agreste della gente del posto: ampi spiazzi (o aie) su cui venivano approntate carbonaie e neviere profonde dai tre ai cinque metri dove conservare neve cui attingere in estate. Continuando il cammino del bosco si arriva ad un “punto panoramico” su un fianco scosceso della montagna. Qui un’area priva di faggi offre al visitatore un bellissimo affaccio panoramico sulla verde vallata. Da questo punto, attraverso la bretella del sentiero Frassati, si potrà fare ritorno al paese o scegliendo altri sentieri che costeggiano il torrente San Michele, tra mulini e ponticelli si potrà arrivare fino alle piste sciistiche (1709 mt) dominate dal caratteristico Rifugio Costaro, in perfetto stile montanaro.

 

Satriano di Lucania

A 7 km da Sasso di Castalda, il noto paese dei “Murales” ovvero Satriano di Lucania.

Il paese è noto per aver dato i natali al pittore lucano più famoso del Seicento (Giovanni De Gregorio, che ha lasciato ai suoi concittadini una vocazione per la pittura).  Satriano infatti è diventata la capitale dei muralessui muri di case private e degli edifici pubblici, pittori professionisti hanno rappresentato le origini agricole e contadine e la civiltà medievale. Ogni murale racconta la vita e la storia del borgo. I soggetti sono di tipo agreste, religioso, storico o legati alle leggende locali e ai cittadini illustri. I murales sono circa 150 e rappresentano l’elemento più caratteristico di  questo centro storico. Percorrerlo a piedi significa ammirare non solo questa pinacoteca a cielo aperto ma anche scoprire qualche scorcio suggestivoche si affacciasulfiume Melandro.

Dopo aver visitato il centro storico, poco fuori, lungo la strada comunale, dopo un fontanile ed un casone ben tenuti, si raggiunge il bosco Ralleparadiso dei pescatori sportivi per le tante trote nel bacino artificiale sul corso del Melandro (894 mt). Qui un’area picnic ben attrezzata invita i visitatori a fermarsi per una sosta ristoratrice prima di addentrarsi nella fitta vegetazione. Dopo un sentiero popolato da faggi, querce ed aceri, si arriva dinanzi ad uno splendido laghetto, una cartolina di un bellissimo paesaggio. Dal laghetto si può continuare unabella passeggiata nei dintorni, alla scoperta di suggestivi sentieri, dove a farvi compagnia solo gli odori e i rumori della natura.

Proseguendo il viaggio nella natura si può raggiungere l’Oasi naturalistica Sorbo dove alla bellezza della natura si aggiunge quella della fauna, un viaggio dell’animo alla scoperta del valore e della bellezza della natura che qui si può ammirare in tutto il suo splendore, in armonia con la fauna che anima questa cornice di assoluto silenzio. 

Per chi vuole continuare il suo viaggio alla scoperta di Satriano e vuole avventurarsi in un viaggio che richiede un po’ di sforzo e fatica, ben visibile dalla strada c’è la famosa torre normanna di Satriano di Lucania. Raggiungerla non è facilissimo…..ma ne vale la pena! Con l’auto, infatti, è possibile percorrere circa i tre quarti della ripida salita. L’ultima parte necessita di fiato (per l’altezza oltre che per lo sforzo) e di buon equilibrio, considerato il terreno sconnesso ed i tanti sassi. La fatica, tuttavia, è ampiamente ripagata. Pur non essendo visitabile perché al momento oggetto di restauro, la torre regala emozioni incredibili. Innanzitutto ci si trova davanti un panorama davvero mozzafiato: dominando tutta la vallata, consente allo sguardo di spaziare tra le montagne ed i paesini in fondo. Qui il silenzio che la circonda la fa da padrone e ogni tanto è rotto solo dal vento e dai rumori che provengono dalle masserie anche a decine di km di distanza. I monti e le colline infatti la rendono il centro di una cassa di risonanza dall’acustica perfetta. Basta alzare gli occhi al cielo, per godere dello spettacolare volo di decine di enormi falchi. Non è un caso, dunque, che i normanni l’abbiano costruita e utilizzata per il controllo dell’intera zona. Intorno, in recenti scavi archeologici, sono stati rinvenuti frammenti di ceramica che hanno fatto datare la fondazione di Satriano tra il X ed il VII secolo a.C. Da allora, fino alla fine del Medioevo, la stratificazione storica non si è mai interrotta.

Le camere del B&B

Perla Suite, la top class del B&B. Due ambienti unici e confortevoli per momenti particolari

 Camera Diamante Camera Ametista Camera Smeraldo
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 Camera Rubino Camera Turchese Camera Corallo
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Gli ospiti dicono...

Grazie per l'ospitalità da tutta la band di Eugenio Bennato.
E' stato un bel punto, ben centrale per scoprire la Basilicata.
Pascal (Francia)
L'arrivo è stato un gradevolissimo approccio, sembrava di essere in un tipico presepe,quando abbiamo incontrato il nostro ospitante, la gradevolezza è stata amplificata. La sistemazione ha contribuito ad acuire quel senso di benessere e familiarità che ispirava lo sguardo e la voce di chi ci mostrava e descriveva, attraverso la sua gioia,il luogo che ci avrebbe visto ospiti, anche se purtr...
The room is very soothing and character. The walls and furnitur are stlii authentic, what makes this B&B unique. Beautiful location and warm welcome.
Benoit e Alien (BELGIO)
Un'aria cristallina, un angolo che sa di antico. ricordi del passato tornano alla mente in un contesto ancora sano e genuino. Struttura comunque originale, grazie e buon soggiorno agli ospiti che verranno.